Conto Economico a Valore Aggiunto: Guida Per Studenti

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Quando mi hanno chiesto per la prima volta di fare il Conto Economico riclassificato, ho pensato: “Ecco, un altro schema da imparare a memoria!”. Poi ho capito una cosa fondamentale: se capisci perché si fa e a cosa serve, non devi più impararlo a memoria. Lo schema diventa logico, quasi scontato.

È come la differenza tra memorizzare le regole della grammatica o capire come funziona la lingua. Nel primo caso sei sempre insicuro, nel secondo le frasi ti vengono naturali.

In questo articolo ti spiegherò tutto quello che devi sapere sulla riclassificazione del Conto Economico Civilistico secondo il criterio del Valore Aggiunto: non per impararlo a memoria, ma per capirlo davvero. E vedrai che una volta capita la logica, sarai in grado di compilarlo anche senza avere lo schema sottomano.

Perché Riclassificare il Conto Economico

Partiamo da una domanda semplice: perché devo “rifare” il Conto Economico se ce n’è già uno nel bilancio civilistico?

La risposta è altrettanto semplice: perché quello civilistico è fatto per rispettare la legge, non per capire come va l’azienda.

La riclassificazione del Conto Economico è una rielaborazione dello schema civilistico previsto dall’art. 2425 del Codice Civile. In pratica, si prendono le stesse voci del bilancio depositato, ma si riorganizzano in modo diverso per far emergere informazioni più utili per l’analisi aziendale.

Riclassificare significa letteralmente “classificare di nuovo”, cioè raggruppare le voci secondo criteri diversi da quelli previsti dalla legge. Non si inventano dati nuovi, si usano gli stessi numeri ma li si presenta in modo più chiaro e significativo.

Questo processo consente di far emergere nuovi dati, più chiari e immediatamente interpretabili, utili sia ai soggetti interni all’azienda sia a quelli esterni, come investitori e finanziatori.

Leggi anche il mio articolo su come leggere lo stato patrimoniale.

Le 4 Tipologie di Gestione Aziendale

Una delle ragioni fondamentali per la quale è utile riclassificare il Conto Economico secondo il criterio del Valore Aggiunto, è l’individuazione immediata dei risultati derivante dalle differenti gestioni aziendali. Questo perchè ogni azienda non fa “una sola attività”, ma quattro tipi di attività diverse:

  • Gestione caratteristica o tipica;
  • Gestione accessoria;
  • Gestione straordinaria;
  • Gestione finanziaria.

La riclassificazione serve proprio a separare queste quattro gestioni per capire quanto l’azienda guadagna (o perde) da ciascuna.

Il nostro compito è quello di andare ad individuare a quale tipologie di gestione fanno riferimento i ricavi e i costi del conto economico in modo da andarli a classificarli in modo adeguato.

Fortunatamente, le voci principali che possono racchiudere diverse tipologie di gestione sono essenzialmente 2:

  • A5 – Altri ricavi e proventi;
  • B14 – Altri costi di gestione.

in queste due macro voci possono essere accolti elementi della gestione caratteristica, accessoria e straordinaria. Attraverso l’individuazione della natura del costo o del ricavo che c’è dietro quel numero, dobbiamo classificare i valori nelle tre diverse gestioni.

Ad esempio:

  • una plusvalenza dalla vendita di un macchinario non più utilizzato rientra normalmente nella gestione accessoria, perché deriva da un’attività collaterale rispetto a quella principale;
  • un risarcimento assicurativo per un evento eccezionale (incendio, alluvione, ecc.) può essere considerato gestione straordinaria in sede di analisi;
  • un contributo in conto esercizio legato all’attività produttiva rientra invece nella gestione caratteristica, perché collegato direttamente al business aziendale.

In sostanza, quando analizziamo le voci A5 e B14 dobbiamo sempre chiederci qual è l’origine economica reale del costo o del ricavo, perché la stessa voce contabile può nascondere componenti di gestione diverse.

Per quanto riguarda invece la gestione finanziaria, questa è facilmente individuabile in quanto coincide con il risultato della lettere C del Conto Economico Civilistico, che accoglie tutti i proventi e gli oneri finanziari (interessi attivi e passivi).

Schema del Conto Economico a Valore Aggiunto

Ora vediamo lo schema completo che devi conoscere. Questo è uno schema che potrai usare durante esercizi e prove d’esame:

VOCERIFERIMENTO CE CIVILISTICO
Ricavi delle venditeA1
+ Variazione rimanenze prodotti finiti e semilavoratiA2
+ Variazioni lavori in corso su ordinazioneA3
+ Incrementi immobilizzazioni per lavori interniA4
+ Altri ricavi della gestione caratteristicaA5 (solo parte caratteristica)
= VALORE DELLA PRODUZIONETotale A (parziale)
– Costi materie prime e sussidiarieB6
+/- Variazione rimanenze materie (segno opposto!)B11
– Costi per servizi e godimento beni terziB7 + B8
– Altri costi della gestione caratteristicaB14 (solo parte caratteristica)
= VALORE AGGIUNTO (VA)Totale
– Costo del personaleSomma di B9
= MARGINE OPERATIVO LORDO (MOL/EBITDA)Totale
– Ammortamenti immobilizzazioniB10a + B10b
– Svalutazioni creditiB10d
– AccantonamentiB12 + B13
= REDDITO OPERATIVO (EBIT)Totale
+/- Risultato gestione finanziariaTotale di C
+/- Risultato gestione accessoriaA5 e B14 (parte accessoria)
= RISULTATO GESTIONE ORDINARIATotale
+/- Risultato gestione straordinariaA5 e B14 (parte straordinaria)
= RISULTATO ANTE IMPOSTETotale
– Imposte d’esercizioVoce 20
= UTILE (o PERDITA) D’ESERCIZIOTotale

Tre margini del Conto Economico a Valore Aggiunto

La riclassificazione del conto economico a valore aggiunto consente di evidenziare tre margini economici fondamentali, molto più significativi del semplice utile finale perché permettono di capire come si forma il risultato aziendale e quanto è solida la gestione operativa.

Valore Aggiunto (VA)

Definizione: Il Valore Aggiunto rappresenta la ricchezza lorda generata dall’azienda attraverso la propria attività produttiva, dopo aver sottratto i costi operativi esterni sostenuti per l’acquisto di beni e servizi da terzi.

Formula:

VA = Valore della produzione − Consumi di materie − Servizi − Altri costi esterni

Cosa indica: Misura quanto valore l’impresa ha effettivamente “aggiunto” alle risorse acquistate dall’esterno attraverso la propria attività di trasformazione. È la ricchezza disponibile per remunerare i fattori produttivi interni: personale, capitale (ammortamenti), finanziatori (interessi), Stato (imposte) e soci (utile).

Margine Operativo Lordo (MOL / EBITDA)

Definizione: Il Margine Operativo Lordo o EBITDA (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization) rappresenta il risultato della gestione caratteristica al lordo di ammortamenti, accantonamenti, oneri finanziari e imposte.

Formula:

MOL = Valore Aggiunto − Costi del personale

Cosa indica: Esprime la capacità dell’azienda di generare risorse monetarie dalla gestione operativa tipica, prima di considerare i costi non monetari (ammortamenti e accantonamenti). È un indicatore fondamentale della redditività operativa e della capacità di produrre liquidità per coprire investimenti, debiti e remunerare il capitale.

Reddito Operativo (EBIT)

Definizione: Il Reddito Operativo o EBIT (Earnings Before Interest and Taxes) rappresenta il risultato economico della gestione caratteristica dopo aver considerato anche i costi operativi interni di natura soggettiva.

Formula:

EBIT = MOL − Ammortamenti − Svalutazioni − Accantonamenti

Cosa indica: Esprime il profitto “puro” della gestione caratteristica dell’impresa, indipendentemente da interessi, imposte e eventi di gestione non tipici. È l’indicatore più utilizzato per valutare la reale profittabilità economica del core business aziendale.

Preparati al meglio per la riclassificazione del Conto Economico

La riclassificazione del Conto Economico a valore aggiunto è uno dei passaggi più importanti nell’analisi di bilancio: ti permette di capire come si forma il risultato economico e di interpretare correttamente i margini aziendali. È un argomento spesso centrale anche nella seconda prova di Economia Aziendale.

Se vuoi preparati al meglio all’esame di maturità ed affrontarlo con sicurezza, ho preparato un percorso completo che ti guida passo-passo nella riclassificazione e nell’analisi del bilancio.

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Spero che questa guida ti sia utile per comprendere meglio la riclassificazione a valore aggiunto. Se hai domande o vuoi confrontarti su esercizi e casi pratici, scrivimi pure: sarò felice di darti una mano.

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