Svalutazione Crediti: Come Affrontarla in Partita Doppia

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La prima volta che ho sentito parlare di “svalutazione crediti” mi sono chiesto: “Perché un’azienda dovrebbe voler svalutare un credito?“. In apparenza, sembra paradossale: se un cliente deve una somma di denaro, perché mai quell’importo dovrebbe diminuire? Eppure, la realtà contabile è molto più complessa di quanto sembri.

In questo articolo ti spiegherò perché le aziende svalutano i crediti, in quali circostanze questo avviene e come registrarlo correttamente in contabilità. Alla fine, avrai una comprensione chiara di questo argomento, utile per affrontare verifiche o gestire le operazioni aziendali.

Cosa Significa Svalutare un Credito?

La svalutazione dei crediti è una delle operazioni di assestamento contabile. Forse hai già sentito parlare di ammortamenti o di ratei e risconti, che sono operazioni simili. Ma perché un’azienda dovrebbe svalutare un credito? Il principio contabile di riferimento impone che i crediti debbano essere iscritti in bilancio in base al loro “valore presunto di realizzo“, ovvero quanto realisticamente si pensa di incassare.

Questo principio, fa parte dei principi generali di redazione del bilancio, è legato alla prudenza contabile, che ci insegna a considerare perdite probabili prima ancora che si verifichino, mentre si registrano i ricavi (come i crediti) solo quando sono certamente esigibili. Di conseguenza, una svalutazione prudente evita futuri squilibri finanziari.

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Le Tre Tipologie di Svalutazione dei Crediti

Esistono tre principali tipologie di svalutazione dei crediti, che vedremo anche nelle registrazioni in partita doppia. Queste sono probabilmente le stesse che hai già incontrato durante le lezioni a scuola o all’università:

  1. Svalutazione per inesigibilità accertata: Il credito viene eliminato perché si ritiene non recuperabile.
  2. Svalutazione per dubbia esigibilità: Il credito potrebbe essere recuperato solo parzialmente, ad esempio perché il debitore è parzialmente insolvente.
  3. Svalutazione preventiva: Viene applicato il principio di prudenza, svalutando i crediti anche se si presume che saranno incassati l’anno successivo.

Quali Crediti Vanno Svalutati?

Si svalutano tutti i crediti commerciali, compresi quelli verso i clienti, i crediti insoluti e le cambiali attive. Non si svalutano, invece, crediti verso lo Stato, come i crediti IVA. La svalutazione di questi crediti porta alla creazione di due fondi distinti: il fondo rischi e il fondo svalutazione. Questi fondi possono essere visti come una sorta di risparmio aziendale destinato a coprire perdite future.

Un Esempio Pratico di Svalutazione Crediti

Immaginiamo che un’azienda alla chiusura dell’esercizio presenti i seguenti crediti commerciali:

  • 80.000€ verso clienti
  • 10.000€ in cambiali attive
  • 3.840€ in crediti insoluti

Uno di questi crediti, pari a 5.478€, risulta inesigibile, un altro di 14.480€ è esigibile solo per il 70%, e un terzo di 15.872€ è esigibile per il 50%. Infine, i crediti rimanenti vengono svalutati preventivamente del 5%.

Svalutazione Crediti: la Partita Doppia

Stralcio del credito inesigibile

Si elimina il credito inesigibile dalla contabilità, registrando una perdita. Il credito inesigibile è quel credito che viene stralciato e eliminato dalla contabilità.

DareAvere
Perdita su crediti crediti 5.478 €Credito v clienti 5.478 €

La perdita sui crediti è un costo d’esercizio è viene iscritta alla voce B14 del Conto Economico Civilistico, sotto la voce “oneri diversi di gestione“.

Il credito verso il cliente che è stato stralciato viene eliminato portando il valore in avere. In questo modo il saldo del mastrino del suo conto sarò zero.

Svalutazione specifica per crediti parzialmente esigibili

calcoliamo la svalutazione parziale dei due crediti:

  • Svalutazione al 30% del credito di 14.480 € = 4.344 €
  • Svalutazione al 50% del credito di 15.872 € = 7.936 €

Facciamo la somma delle due svalutazioni: 4.344 € + 7.936 € = 12.280 €

La svalutazione viene registrata come costo e accantonata nel fondo svalutazione crediti.

DareAvere
Svalutazione crediti 12.280 €Fondo svalutazione crediti 12.280 €

L’accantonamento annuale deve essere fatto in via preventiva e questo comporta la nascita di un costo, che qui abbiamo chiamato “svalutazione crediti“.

Questa svalutazione dovrà essere iscritta nel Conto Economico nella voce B10 (ammortamenti e svalutazioni) punto D.

Passando invece al fondo svalutazione crediti, questo non trova ubicazione diretta nel bilancio civilistico in quanto dovrà essere portato a diminuzione del valore dei nostri crediti commerciali. Detto in altro modo, i crediti che andremo ad inscrivere in bilancio saranno al netto del fondo svalutazione crediti e del fondo rischi su crediti.

Svalutazione preventiva del 5% dei crediti

Sommiamo prima i crediti commerciali totali:

  • Crediti verso clienti: 80.000€
  • Cambiali attive: 10.000€
  • Crediti insoluti: 3.840€

Totale: 80.000€ + 10.000€ + 3.840€ = 93.840€

Ora sottraiamo la parte svalutata dei crediti:

  • Credito inesigibile: 5.478€
  • Svalutazione al 30% del credito di 14.480€ = 4.344€
  • Svalutazione al 50% del credito di 15.872€ = 7.936€

Somma delle svalutazioni: 5.478€ + 4.344€ + 7.936€ = 17.758€

Il totale dei crediti da svalutare preventivamente è: 93.840€ – 17.758€ = 76.082€

Ora applichiamo la svalutazione preventiva del 5% su questo importo: 5% di 76.082€ = 3.804,10€

Anche in questo caso, si accantona nel fondo rischi su crediti.

DareAvere
Svalutazione crediti 3.804,10€Fondo rischi su crediti 3.804,10€

Per questa scrittura sono valide le stesse considerazioni fatte per la scrittura precedente relativa al fondo svalutazione crediti.

Adeguamento del fondo rischi su crediti

Se l’azienda ha un fondo rischi che deve essere aggiornato, si procede a portarlo al livello corretto. Ad esempio, se il fondo rischi passa da 15.200€ a 18.000€, la scrittura sarà:

DareAvere
Svalutazione crediti 2.800€Fondo rischi su crediti 2.800€

Questa scrittura è identica alla precedente, ciò che cambia è la consegna del testo. Molti vengono tratta in inganno dalla parola “adeguamento” che in questo caso consiste semplicemente nel portato il fondo attuale al nuovo valore stabilito.

Conclusione

Abbiamo visto che la svalutazione può essere applicata in tre situazioni principali: inesigibilità accertata, dubbia esigibilità e svalutazione preventiva. Ognuna di queste tipologie richiede una registrazione specifica in partita doppia, che permette di aggiornare i fondi necessari a coprire le perdite presunte. L’applicazione di questi principi richiede attenzione e precisione, poiché un errore nella stima delle svalutazioni può influenzare negativamente il bilancio.

Per quanto complessa, la svalutazione dei crediti è un’operazione indispensabile per le aziende che operano in un mercato dinamico e soggetto a incertezze. I crediti non sono sempre esigibili al 100%, e la prudenza impone di non sovrastimarli nel bilancio, evitando così di gonfiare la situazione patrimoniale.

Spero che questa spiegazione ti abbia aiutato a chiarire i dubbi sulla svalutazione dei crediti. Se desideri ulteriori chiarimenti o hai bisogno di ripetizioni private, prenota ora la tua lezione di economia aziendale privata o di gruppo oppure guarda il video dedicato su Youtube!

Alla prossima!

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