In questo articolo, ti guiderò passo dopo passo nel processo di analisi di bilancio, uno degli esercizi fondamentali per affrontare l’esame di maturità in Economia Aziendale.
Utilizzeremo un esempio concreto con i dati di un’azienda, così potrai comprendere come applicare le teorie apprese durante il percorso di studi a una situazione pratica. L’analisi di bilancio è essenziale per valutare la salute economica e finanziaria di un’azienda, ed è una competenza cruciale per gli studenti che si preparano alla maturità.
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Contenuti
- 1 Interpretazione dei dati forniti e primi passaggi
- 2 Il Calcolo delle Immobilizzazioni
- 3 Suddivisione e Calcolo dell’Attivo Circolante
- 4 Calcolo del Patrimonio Netto
- 5 I Debiti: A Medio-Lungo Periodo e a Breve Periodo
- 6 Redazione dello Stato Patrimoniale Civilistico
- 7 Elaborazione del Conto Economico
- 8 Compilazione delle Voci del Conto Economico
- 9 Verifica Finale e Conclusione
Interpretazione dei dati forniti e primi passaggi
Nel 2024, l’azienda ha registrato i seguenti dati:
- Utile di 102.000 euro.
- Le immobilizzazioni rappresentano il 60% degli impieghi.
- ROE: 6%
- ROI: 8%
- ROS: 7%
Come Impostare l’Esercizio
Per iniziare, concentriamoci sugli indici di redditività (ROE, ROI, ROS), che ci permettono di capire l’andamento economico dell’azienda.
Un buon punto di partenza è il calcolo del capitale proprio utilizzando il ROE. Se l’utile di 102.000 euro rappresenta il 6% del capitale proprio, possiamo calcolare il capitale proprio, che risulta pari a 1.700.000 euro.
A partire da lì, possiamo determinare il patrimonio netto dell’azienda, che è la somma del capitale proprio e dell’utile, arrivando così a un totale di 1.802.000 euro.
Il passo successivo è calcolare il totale delle fonti dello stato patrimoniale, che ammonta a 3.604.000 euro, ossia il doppio del patrimonio netto.
Proseguendo con il nostro esercizio di analisi di bilancio, vediamo ora come impostare e calcolare i vari parametri per ottenere un prospetto completo. In questa fase, ci concentreremo sulla determinazione di alcune voci fondamentali e sull’interpretazione dei risultati.
Per determinare il reddito operativo e i ricavi delle vendite, partiamo dai dati forniti, utilizzando gli indici di redditività. Ad esempio, il reddito operativo può essere trovato moltiplicando il totale degli impieghi per un determinato indice di redditività, come nel caso dell’indice ROI. Successivamente, possiamo applicare un procedimento simile per calcolare i ricavi delle vendite utilizzando l’indice ROS.
Il reddito operativo (A-B) si calcola partendo dal ROI, calcolando l’8% del totale impieghi (o totale fonti), ottenendo così il valore di 288.320 euro.
Per calcolare i ricavi delle vendite (A1 del Conto Economico), basta fare la proporzione inversa utilizzando il ROS: 7 : 288.320 = 100 : X, ottenendo un valore di 4.120.000 euro per A1.
A questo punto, possiamo passare alla costruzione dello stato patrimoniale. Dividiamo il totale degli impieghi in immobilizzazioni (60%) e attivo corrente (40%). Per quanto riguarda le fonti, ipotizziamo che il patrimonio netto rappresenti il 50% del totale, mentre il restante 50% è suddiviso tra debiti a medio-lungo termine e debiti a breve termine.
Infine, rappresentiamo il nostro stato patrimoniale abbreviato con le principali voci. Questo passaggio è fondamentale per avere un quadro complessivo e, successivamente, approfondire ogni singola macrovoce.
| % sul totale | Valore Bilancio | |
|---|---|---|
| Denaro in cassa | 20% | 66.313,60 |
| Banca C/C | 80% | 265.254,40 |
| 100% | 331.568,00 | |
| Risconti Attivi | 55% | 15.857,60 |
| Ratei Attivi | 45% | 12.974,40 |
| 100% | 28.832,00 |
Il Calcolo delle Immobilizzazioni
Quando si affronta il tema delle immobilizzazioni, è importante capire quali conti vanno inseriti sia nello stato patrimoniale che nel conto economico.
Le immobilizzazioni sono risorse aziendali a lungo termine, che comprendono beni come terreni, fabbricati, impianti e attrezzature. In bilancio, l’aspetto che ci interessa principalmente è il valore attuale di queste immobilizzazioni, che andrà a costituire la voce delle attività nel nostro stato patrimoniale. Inoltre, è importante considerare l’ammortamento che queste immobilizzazioni subiscono ogni anno, e che va riportato nel conto economico.
Per calcolare il valore delle immobilizzazioni, partiamo dal dato iniziale, che per il 2024 è pari a 2.162.400 €. Nel nostro esercizio, le immobilizzazioni sono suddivise in diverse categorie. Le principali sono immobilizzazioni materiali, costituzioni per ricerca e sviluppo, brevetti e altre voci. Ogni categoria ha un proprio peso nel totale delle immobilizzazioni, e questa distribuzione può variare in base alla tipologia dell’azienda. Ad esempio, i terreni e fabbricati di solito costituiscono una quota maggiore rispetto a attrezzature o impianti, che sono beni più soggetti a usura.
| Categoria | Voce | % su Totale | Val. Bilancio (€) | % Valore residuo | Val. Costo Storico (€) | % Amm. annuale | Val. Ammortamento annuale (€) |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Immateriali | Brevetti | 10 | 216.240,00 | 40 | 540.600,00 | 15 | 8.109.000,00 |
| Materiali | Terreni e Fabbricati | 40 | 864.960,00 | 25 | 2.162.400,00 | 3 | 6.487.200,00 |
| Impianti | 30 | 648.720,00 | 45 | 1.621.800,00 | 8 | 12.974.400,00 | |
| Attrezzature | 20 | 432.480,00 | 50 | 1.081.200,00 | 10 | 10.812.000,00 | |
| TOTALE | 100 | 2.162.400,00 | 38.382.600,00 |
Una volta determinata la suddivisione, possiamo calcolare il valore di ciascuna immobilizzazione, applicando le percentuali stabilite. Ad esempio, una certa percentuale del totale delle immobilizzazioni verrà destinata ai costi di ricerca e sviluppo, un’altra ai brevetti, e così via.
L’ammortamento rappresenta la perdita di valore di un’immobilizzazione dovuta al suo utilizzo nel tempo. Ogni anno, una parte del valore della immobilizzazione viene registrata come costo nel conto economico. Questo calcolo non si basa sul valore attuale delle immobilizzazioni (già ridotto dalla svalutazione), ma sul loro costo storico, cioè il valore iniziale prima che subissero l’ammortamento.
Per ottenere il costo storico delle immobilizzazioni, dobbiamo considerare il fondo ammortamento, che ci indica quanto valore è stato già ammortizzato fino a quel momento. Una volta calcolato il costo storico, possiamo determinare quanto ammortamento attribuire annualmente a ciascuna immobilizzazione, in base a percentuali di ammortamento che dipendono dal tipo di bene.
In genere, i terreni e fabbricati sono soggetti a una percentuale di ammortamento più bassa (solitamente tra il 3% e il 5%), mentre per impianti, attrezzature e altre immobilizzazioni materiali si applicano percentuali più alte, che possono variare dal 10% al 18%. (Inserimento di una tabella con il calcolo delle immobilizzazioni)
Suddivisione e Calcolo dell’Attivo Circolante
Passiamo ora a un aspetto più semplice, ma comunque importante: l’attivo circolante. Questo è composto da rimanenze, crediti, disponibilità liquide e ratei e risconti. Per determinare i valori dell’attivo circolante, dobbiamo suddividere il totale del valore in bilancio tra queste quattro categorie.
| Voce | % su Totale | Val. Bilancio (€) |
|---|---|---|
| Rimanenze | 35 | 504.560,00 |
| Crediti | 40 | 576.640,00 |
| Disponibilità Liquide | 23 | 331.568,00 |
| Ratei e Risconti | 2 | 28.832,00 |
| TOTALE ATTIVO CORRENTE | 100 | 1.441.600,00 |
Per calcolare i valori di ciascuna categoria, basta moltiplicare il totale dell’attivo circolante per le percentuali relative a ciascuna voce, come fatto anche in precedenza per le immobilizzazioni.
Le Rimanenze
Arriviamo ora alla parte delle rimanenze, un aspetto fondamentale che ci aiuta a comprendere come le scorte vengono gestite nel bilancio di un’azienda.
Così come per le immobilizzazioni, anche in questo caso dobbiamo trovare due conti che saranno quelli che andranno nel nostro bilancio: il totale delle rimanenze (che andrà nello stato patrimoniale) e la variazione delle rimanenze, calcolata come la differenza tra le rimanenze finali e le esistenze iniziali, che invece andrà nel conto economico.
Possiamo quindi suddividere il totale del valore delle rimanenze che abbiamo trovato nella tabella precedente per le varie tipologie di rimanenze della nostra azienda (come materie prime, semilavorati e prodotti finiti, ad esempio).
Fatto questo, per ogni tipologia di rimanenza dobbiamo attribuire delle percentuali di variazione che andremo poi ad inserire nel conto economico. Ad esempio, un aumento del 3% per le materie prime, un 4% per le merci, un 5% per i prodotti finiti, e un 2% per i semilavorati. Queste percentuali sono ipotesi, che abbiamo scelto per semplificare i calcoli, ma in un contesto reale dovrebbero essere più precise e basate sui dati effettivi.
I Crediti e la Svalutazione
Ora passiamo ai crediti, un’altra componente importante del bilancio. Nel nostro esempio, i crediti per il 2024 sono pari a 576.000 €. Tuttavia, non tutti i crediti nel corso dell’anno sono stati completamente riscossi, quindi è necessario considerare delle svalutazioni. (Leggi l’articolo sulla svalutazione crediti).
Le svalutazioni si applicano quando una parte dei crediti diventa incerta o non del tutto esigibile, e si suddividono in diverse categorie:
- Perdita su crediti (stralciati): ad esempio, un valore di 10.000 €.
- Crediti parzialmente inesigibili: supponiamo che ci siano crediti di 50.000 €, sui quali viene applicata una svalutazione del 40%.
- Svalutazione generale dei crediti: una percentuale minima, come ad esempio il 0,5%, si applica sui crediti rimanenti, per tener conto di eventuali difficoltà nel recupero degli importi dovuti.
Queste svalutazioni devono essere riportate nel bilancio d’Esercizio, più precisamente nel conto economico sotto la voce delle Svalutazione dei Crediti e degli Accantonamenti.
Disponibilità Liquide e Ratei Risconti
Infine, arriviamo alle disponibilità liquide e ai ratei risconti. Le disponibilità liquide rappresentano il denaro in cassa e sui conti bancari, mentre i ratei risconti sono importi che devono essere registrati come ricavi o costi in esercizi futuri.
| Categoria | Voce | % su Totale | Val. Bilancio (€) |
|---|---|---|---|
| Disponibilità Liquide | Denaro in cassa | 20 | 66.313,60 |
| Banca c/c | 80 | 265.254,40 | |
| Totale Disponibilità Liquide | 100 | 331.568,00 | |
| Ratei/Risconti Attivi | Risconti attivi | 55 | 15.857,60 |
| Ratei attivi | 45 | 12.974,40 | |
| Totale Ratei/Risconti | 100 | 28.832,00 |
Anche in questo caso, la suddivisione tra le diverse voci è fatta utilizzando percentuali appropriate, per determinare come il denaro è distribuito tra le diverse risorse.
Calcolo del Patrimonio Netto
Il patrimonio netto rappresenta il Capitale Proprio della società, ovvero il capitale che i soci hanno conferito più le riserve sociali e l’Utile d’Esercizio. Nel nostro caso, abbiamo considerato il patrimonio netto 2024 pari a: 1.802.000 €.
Questo valore è comprensivo dell’utile d’esercizio che ci è stato fornito dal testo e pari a 102.000 €.
Uno degli aspetti chiave nella gestione del patrimonio netto è la costituzione delle riserve. Per legge, l’azienda deve accantonare una parte del capitale sociale in una riserva legale, pari al 20% del capitale sociale stesso. Nel nostro esempio, abbiamo ipotizzato un capitale sociale che ammonta a 1.000.000 €, e la riserva legale è stata fissata al 25% del capitale sociale per un valore di 250.000 €, che supera di 50.000 € il minimo richiesto dalla legge. Questo è stato fatto per garantire una maggiore solidità patrimoniale.
Oltre alla riserva legale, l’azienda ha una riserva statutaria e una riserva straordinaria, che abbiamo ipotizzato anch’esse per un valore che ci permettesse di arrivare al totale patrimonio netto di 1.802.000 €.
I Debiti: A Medio-Lungo Periodo e a Breve Periodo
Oltre al patrimonio netto, un’altra componente fondamentale dello stato patrimoniale sono i debiti, che rappresentano le obbligazioni dell’azienda verso terzi. I debiti si suddividono principalmente in due categorie: debiti a medio-lungo termine e debiti a breve termine.
Tra i debiti a lungo termine troviamo:
- Mutui passivi (debiti verso banche)
- Fondi per rischi e imposte
- Debiti per TFR
Tra i debiti a breve periodo troviamo:
- Debiti verso fornitori
- Debiti tributari
- Debiti verso istituti di previdenza
- Altri debiti
- Ratei e risconti passivi
Ognuno di questi valori può essere trovato facendo ipotesi più o meno approfondite. Potete semplicemente dividere il totale dei Debiti a lungo termine e a breve termine tra le diverse voci, oppure potete fare delle considerazioni che andranno ad arricchire il vostro esercizio, come ad esempio:
- Ipotizzare un valore del mutuo sul quale poi calcolare un relativo Rateo Passivo da inserire all’interno dei Debiti a Breve Termine.
- Stimare gli oneri tributari andando a calcolare una percentuale sull’utile d’esercizio.
- ipootizzare di avere un Debito per TFR pari a 0 perché i dipendenti dell’azienda sono superiori a 50 e tutti hanno scelto di aderire ai fondi di pensione esterni.
Insomma, tutto dipende dalla vostra conoscenza e dalla vostra capacità di sapervi destreggiare tra i vari calcoli e ragionamenti che poi ne conseguono.
L’unica precisazione che ci tengo a fare è quella relativa agli accantonamenti dei Fondi per Rischi e Oneri. Se ipotizziamo un valore per la voce B dello stato patrimoniale passivo, Fondi per Rischi e Oneri, dobbiamo ricordarci che ci saranno sicuramente degli accantonamenti relativi che andranno a iscriversi nel Conto Economico nella voce relativa agli accantonamenti B12 e B13. Potete ad esempio prendere una percentuale del valore del fondo e definire che sia la quota di accantonamento annua da iscrivere nel conto economico.
Fatte queste considerazioni, possiamo inserire tutte le voci che abbiamo trovato in precedenza nel nostro stato patrimoniale civilistico.
Redazione dello Stato Patrimoniale Civilistico
Una volta calcolate le varie voci, è fondamentale inserirle correttamente nel prospetto dello Stato Patrimoniale Civilistico. Questo prospetto fornisce una panoramica chiara della situazione patrimoniale e finanziaria dell’azienda, suddividendo le risorse e le obbligazioni in due sezioni principali: Attivo e Passivo.
- Attivo: L’attivo si suddivide in attivo immobilizzato e attivo circolante.
- Attivo Immobilizzato: Questa sezione comprende le risorse aziendali a lungo termine, che vengono utilizzate per più di un anno, come immobilizzazioni materiali (terreni, fabbricati, impianti). Nel nostro esempio, il totale delle immobilizzazioni per il 2024 ammonta a 2.162.400 €, comprensivo degli ammortamenti.
- Attivo Circolante: Qui vengono inserite le risorse che sono destinate a trasformarsi in liquidità nel breve periodo, come rimanenze (materie prime, prodotti finiti), crediti (576.000 € nel nostro caso) e disponibilità liquide.
- Passivo: La sezione del passivo si suddivide in patrimonio netto e debiti.
- Patrimonio Netto: Il patrimonio netto rappresenta il capitale proprio dell’azienda ed è costituito dal capitale sociale, dalle riserve (legale, statutaria e straordinaria) e dall’utile d’esercizio. Nel nostro esempio, il patrimonio netto è pari a 1.802.000 €, che include l’utile di 102.000 €.
- Debiti: I debiti si suddividono in debiti a lungo termine e debiti a breve termine. I debiti a lungo termine comprendono, ad esempio, i mutui passivi o i fondi per rischi e imposte, mentre i debiti a breve termine riguardano le obbligazioni che devono essere saldate entro l’anno, come i debiti verso fornitori o i debiti tributari.
Le voci che abbiamo calcolato in questo esercizio sono solo un esempio di come impostare l’analisi di bilancio con dati a scelta. Le ipotesi che ho suggerito sono relative al nostro caso specifico e potrebbero essere arricchite con ulteriori dettagli e approfondimenti, in base alla conoscenza personale di ognuno di voi. L’importante è che l’approccio che seguite sia ben strutturato, logico e fondato su dati concreti, in modo da dimostrare una buona comprensione della materia durante l’esame di maturità.
Elaborazione del Conto Economico
Una volta completato lo stato patrimoniale, il passo successivo consiste nella redazione del conto economico, che fornisce una visione sintetica della performance economica dell’azienda durante l’anno. In questa fase, è fondamentale recuperare e rielaborare i dati relativi al conto economico che ci sono stati forniti nell’esercizio. Alcuni di questi dati sono già stati analizzati e interpretati precedentemente, come il reddito operativo, il quale rappresenta la differenza tra i ricavi e i costi operativi.
In generale, il reddito operativo (A meno B) è pari a 288.320 €, che si ottiene sottraendo i costi operativi dai ricavi operativi. Va ricordato che questa differenza, in assenza di voci straordinarie o accessorie, corrisponde effettivamente al reddito operativo. Qualora ci fossero voci straordinarie, il calcolo andrebbe modificato per tener conto di tali importi. Nel nostro caso, procediamo senza considerare voci straordinarie, mantenendo così il reddito operativo come la differenza tra ricavi e costi operativi.
Dati principali del Conto Economico
Per avviare la redazione del conto economico, partiamo dai principali dati che abbiamo a disposizione:
- Utile d’esercizio: 102.000 €
- Reddito Operativo (A-B): 288.320 €
- Ricavi delle vendite (A1): 4.120.000 €
Determinazione dell’Utile Ante Imposte
Per determinare l’utile ante imposte, possiamo partire dall’utile d’esercizio e ipotizzare l’importo delle imposte. In questo caso, supponiamo che le imposte d’esercizio siano pari a 50.000 €. Pertanto, l’utile ante imposte sarà pari a 152.000 € (102.000 € + 50.000 €).
Calcolo dei Proventi e Oneri Finanziari
A questo punto, per calcolare la voce C dei proventi e oneri finanziari, dobbiamo fare la differenza tra il reddito operativo e l’utile ante imposte.
C (Proventi e Oneri Finanziari) = 288.320 € – 152.000 € = 136.320 €
Questa voce comprende sia i proventi finanziari (come gli interessi attivi) che gli oneri finanziari (come gli interessi passivi). Poiché gli interessi passivi sono generalmente superiori agli interessi attivi, possiamo suddividere il totale di 136.320 € attribuendo una parte agli interessi attivi e una maggiore quota agli interessi passivi. La differenza tra questi due importi deve corrispondere al valore totale di C, ovvero 136.320 €.
Compilazione delle Voci del Conto Economico
A questo punto possiamo passare all’inserimento delle voci nel conto economico. Le voci principali da considerare sono i ricavi e i costi, suddivisi come segue:
- Ricavi delle Vendite (A1): 4.120.000 €
- Ammortamenti (B10 A e B): in base alle immobilizzazioni calcolate, per esempio, l’ammortamento annuale dell’azienda (che sarà proporzionale alla durata delle immobilizzazioni).
- Svalutazione dei crediti (B10D): 10.000 € (come stimato per i crediti inesigibili).
- Variazione delle rimanenze (A2 e B11): variabile a seconda delle stime sulle scorte di magazzino.
- Accantonamenti (B12 e B13): ad esempio, per un fondo rischi e oneri.
- Perdita su Crediti (B14): 10.000 €, come ipotizzato precedentemente.
Calcolo dei Costi Operativi
Nel conto economico, dovremo ora completare la sezione relativa ai costi operativi, in particolare i costi del personale e i costi per materie prime, servizi e godimento beni di terzi.
Costi del Personale (B9)
Se non abbiamo dati specifici, possiamo fare delle ipotesi. Supponiamo che l’azienda abbia 50 dipendenti, ciascuno con un reddito lordo annuo di 35.000 €. Il costo complessivo del personale sarà quindi pari a 1.750.000 € (50 x 35.000 €). Questo importo va suddiviso tra:
- Salari e stipendi: 70% del totale
- Oneri sociali: 20% del totale
- TFR (Trattamento di Fine Rapporto): 10% del totale
Quindi, ripartiamo il costo complessivo del personale come segue:
- Salari e Stipendi: 1.225.000 €
- Oneri Sociali: 350.000 €
- TFR: 175.000 €
Altri Costi Operativi
Ora dobbiamo calcolare i costi per materie prime, servizi e godimento di beni di terzi (ad esempio, affitti e leasing). Supponiamo che la differenza tra A (ricavi) e B (costi) ci dia una cifra da ripartire tra queste voci. Utilizzando una distribuzione ipotetica, possiamo attribuire:
- 60% al costo delle materie prime (B6).
- 30% ai servizi (B7).
- 10% ai costi di godimento beni di terzi (B8).
Verifica Finale e Conclusione
In questo esercizio, abbiamo proceduto alla costruzione del conto economico, partendo dai dati forniti, come l’utile d’esercizio di 102.000€ e il reddito operativo di 288.320€, fino a determinare i ricavi delle vendite (4.120.000€) e gli altri valori necessari per completare il prospetto. Abbiamo anche fatto delle ipotesi sui costi del personale, sugli interessi finanziari e su altre voci, come i costi per materie prime e per i servizi.
Una volta che tutte le voci sono state inserite, è fondamentale effettuare una verifica finale. In particolare, dobbiamo assicurarci che il totale delle voci di A (ricavi) meno il totale delle voci di B (costi) corrisponda al reddito operativo che avevamo calcolato inizialmente (288.320€). Se i calcoli sono corretti, il conto economico sarà completo e pronto per essere presentato.
Voglio sottolineare che questo esempio è solo una guida per comprendere come svolgere l’esercizio. Ogni studente ha la possibilità di fare proprie ipotesi personalizzate e di arricchire l’esercizio con approfondimenti che possono differire da quelli proposti.
Spero che questo articolo vi sia stato utile per capire meglio come approcciarsi all’esame di maturità di economia aziendale. se desideri una spiegazione ancora più dettagliata su come affrontare questa e altre analisi di bilancio, puoi acquistare il mio corso sull’analisi di bilancio con dati a scelta, dove approfondisco tutti i passaggi con esempi pratici.
In bocca al lupo e alla prossima.




